IMU - Imposta municipale propria 
separatore

Si ricorda che è attivo lo sportello telematico LinkMate, raggiungibile dal link http://imucalc.comune.verona.it

Il servizio, inserite le credenziali richieste (codice fiscale, data di pagamento e importo pagato con precedente modello F24) dà la possibilità non solo al cittadino ma anche alle imprese, ai commercialisti, ai consulenti fiscali, ai C.A.A.F., ai patronati e alle associazioni di categoria, di dialogare direttamente con l'Amministrazione comunale per la verifica della situazione immobiliare e conseguente calcolo dell'imposta dovuta.

Si configura come uno sportello interattivo in grado di dare informazioni sullo stato dei pagamenti, visualizzare gli stessi eseguiti in precedenza, calcolare l'imposta nonchè l'eventuale ravvedimento operoso da effettuare e stampare il modello F24.

Il servizio è gratuito e attivo 24 ore su 24.

  

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Imu» Che cos'è
» Chi paga (soggetto passivo)
» Quando si paga
» Come si esegue il versamento
» Come si calcola la base imponibile
» Casi particolari
» Aliquote e detrazioni
» Condizioni per l'applicazioni delle aliquote
» Dichiarazione IMU


 

Che cos’è
A norma dell’art. 13 del D.L. 201/2011, a decorrere dall’anno 2012, è istituita l’imposta municipale propria sperimentale (IMU). Con l’entrata in vigore del tributo non sono più dovuti (art. 8 D.Lgs 23/2011):

  • l’imposta comunale sugli immobili (ICI)
  • l’Irpef e le relative addizionali regionali e comunali calcolate sui redditi fondiari riferiti ad immobili non locati



Chi paga (soggetto passivo)
L’imposta viene pagata dal proprietario dell’immobile o da colui che vanta sullo stesso un diritto reale, vale a dire:

  • l’usufruttuario
  • il titolare del diritto d’uso
  • il titolare del diritto di abitazione (es. il coniuge superstite per la casa coniugale ai sensi dell’art. 540, comma 2, cod. civile o chiunque abbia il diritto di abitazione di una casa derivante da atto pubblico o scrittura privata, usucapione o testamento ai sensi dell’art. 1022 c.c.) ai soli fini del tributo
  • il coniuge assegnatario nel caso di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio
  • l’enfiteuta (enfiteusi: diritto reale di godimento su cosa altrui che attribuisce al titolare, enfiteuta, lo stesso potere di godimento del fondo che spetta al proprietario, salvo l’obbligo di migliorare il fondo e di pagare al proprietario, concedente, un canone periodico che costituisce un onere reale, art. 957 c.c.)
  • il titolare del diritto di superficie
  • il locatario finanziario dalla stipula del contratto di leasing e per tutta la durata dello stesso, anche se avente ad oggetto immobili da costruire o in corso di costruzione (art. 9, comma 1, D.Lgs 23/2011)
  • il concessionario di aree demaniali
  • il coniuge assegnatario a titolo di diritto di abitazione dell’ex casa coniugale in caso di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio. Il coniuge assegnatario è soggetto passivo dell’imposta per l’intera abitazione a prescindere dalla titolarità della stessa (art. 4, comma 12-quinquies, D.L. 16/2012)

 


Quando si paga
Il versamento dell’imposta e della quota statale per l’anno 2013 deve essere effettuato con le modalità ed alle scadenze sotto riportate (art. 13, comma 8 e comma 12 bis, D.L. 201/2011):
Acconto: in misura pari al 50% del tributo calcolato sul valore imponibile degli immobili soggetti al tributo applicando le aliquote deliberate con Deliberazione del Consiglio Comunale n. 27 del 08/05/2013.
Scadenza: 16 giugno. Poiché la scadenza avviene di domenica, il termine per il pagamento viene prorogato a lunedì 17 giugno 2013.
Saldo: versamento a saldo dell’imposta complessivamente dovuta per l’intero anno.
Scadenza: 16 dicembre 2013.

Il decreto legge n. 133 del 30/11/2013 ha stabilito che debba essere pagata la seconda rata IMU in misura pari al 40% della differenza tra l’imposta che risulta applicando l’aliquota e la detrazione approvata dal Comune e l’imposta che risulta applicando l’aliquota e la detrazione di base definita dalla norma.
Scadenza: 24 gennaio 2014 

 

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Come si esegue il versamento
In base all’art. 13, comma 12, del D.L. 201/2011 il versamento è effettuato tramite modello F24 oppure, a decorrere dal 1° dicembre 2012, anche tramite apposito bollettino postale

Si ricorda che il codice Ente del Comune di Verona è L781.
I codici tributo per eseguire il  versamento sono i seguenti (Risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 35/E del 12/04/2012):

  • 3912 IMU – Imposta municipale propria su abitazione principale e relative pertinenze - COMUNE
  • 3913 IMU – Imposta municipale propria per i fabbricati rurali ad uso strumentale – COMUNE
  • 3914 IMU – Imposta municipale propria per i terreni – COMUNE
  • 3916 IMU – Imposta municipale propria per le aree fabbricabili – COMUNE
  • 3918 IMU – Imposta municipale propria per gli altri fabbricati – COMUNE
  • 3925 IMU - Imposta municipale propria per gli immobili ad uso produttivo classificati nel gruppo catastale D – STATO
  • 3930 IMU - Imposta municipale propria per gli immobili ad uso produttivo classificati nel gruppo catastale D – INCREMENTO COMUNE


Soggetti residenti all'estero
E’ possibile effettuare il versamento utilizzando il modello F24, oppure seguendo le disposizioni generali illustrate nella circolare n. 3/DF del 18 maggio 2012. Il versamento deve essere eseguito cumulativamente per tutti gli immobili posseduti in Italia, anche se ubicati in comuni diversi. Restano confermate le modalità di versamento previste per l’ICI, ovvero il vaglia postale internazionale ordinario, il vaglia internazionale di versamento in c/c e il bonifico bancario.
Per la quota spettante al Comune: il codice IBAN del conto sul quale accreditare l’importo dovuto è IT 96 B 02008 11725 000003465410; il codice BIC (Bank Identifier Code)/SWIFT, è inoltre utilizzato nei pagamenti internazionali per identificare la Banca del beneficiario. Disponibile per quasi tutte le banche del mondo, può essere formato da 8 o da 11 caratteri alfanumerici. Il codice BIC SWIFT del Comune di Verona è: UNCRITM1P07.
Per la quota riservata allo Stato, limitatamente agli immobili di categoria D per i quali è dovuta, i contribuenti devono effettuare un bonifico direttamente in favore della Banca d'Italia. La copia di entrambe le operazioni deve essere inoltrata al Comune per i successivi controlli.
 

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Come si calcola la base imponibile

L’individuazione della base imponibile avviene seguendo regole diverse a seconda della diverse tipologie di immobili. 

a) fabbricati iscritti in catasto la base imponibile è ottenuta moltiplicando la rendita catastale, vigente in catasto al 1° gennaio dell’anno di imposizione, desumibile dalla visura catastale che può essere richiesta solo all’Agenzia del Territorio, rivalutata del 5%, per i relativi moltiplicatori, secondo la seguente formula:
Valore imponibile = rendita catastale x 1,05 x moltiplicatore (vedi. tabella sotto riportata)


Categoria catastaleMoltiplicatore
A (eccetto A/10)160
A/1080
B140
C/155
C/2 - C/6 - C/7160
C/3 - C/4 - C/5140
D (eccetto D/5)*65
D/580

*il coefficiente da applicare agli immobili di categoria D (eccetto D5) nell’anno 2013 è passato da 60 a 65.

Casi particolari

  • fabbricati di interesse storico o artistico: per tali immobili, rientranti nella definizione di bene culturale dettata dall’art. 10 del D.Lgs 42/2004 (vincolo diretto), la base imponibile, come sopra determinata, è ridotta del 50% (art. 13, comma 3, lett a), D.L. 201/2011)
  • fabbricati dichiarati inagibili o inabitabili e di fatto non utilizzati  la base imponibile come sopra determinata è ridotta del 50%, a condizione che (art. 13, comma 3, lett. b), D.L. 201/2011) l’inagibilità o l’inabitabilità sia accertata dall’ufficio tecnico comunale con perizia a carico del proprietario, da allegare alla dichiarazione ministeriale IMU. Il contribuente, in alternativa, può presentare, entro il 31 dicembre dell’anno in cui l’immobile è dichiarato inagibile, una dichiarazione sostitutiva, ai sensi del DPR 445/2000, nella quale afferma di essere in possesso di specifica perizia

    Per gli immobili storici e per quelli inagibili, ove sussistano le condizioni richieste, la base imponibile sarà determinata come segue:
    Valore imponibile = rendita catastale x 1,05 x moltiplicatore relativo alla categoria catastale dell’immobile x 50%

b) fabbricati appartenenti alla categoria D, interamente posseduti da imprese, distintamente contabilizzati, la base imponibile, come per l’ICI, è data dal valore risultante dalle scritture contabili, opportunamente rivalutato sulla base dei coefficienti annualmente approvati con decreto ministeriale.
Secondo il predetto criterio, per determinare la base imponibile, è necessario stratificare il valore contabile del fabbricato tenendo conto degli anni di formazione del costo e rivalutare l’importo annuale in base al corrispondente coefficiente ministeriale. Eventuali costi incrementali capitalizzati in corso d’anno avranno effetto sull’imposta dovuta per l’anno successivo (art. 5, comma 3, D. Lgs 504/92).
Si ricorda che tale criterio è applicabile solamente fino all’anno nel corso del quale avviene l’attribuzione della rendita catastale che quindi ha valore dall’anno successivo.

c) aree fabbricabili la base imponibile per le aree fabbricabili è data, come nell’ICI, dal valore venale in comune commercio al 1° gennaio dell’anno di imposizione, avendo riguardo alla zona territoriale di ubicazione, all’indice di edificabilità, alla destinazione d’uso consentita, agli oneri per eventuali lavori di adattamento del terreno necessari per la costruzione, ai prezzi medi rilevati sul mercato dalla vendita di aree aventi analoghe caratteristiche.
Fermo restando che il contribuente è sempre tenuto ad eseguire il pagamento sulla base del valore venale al 1° gennaio, come sopra individuato, al solo scopo di agevolare i contribuenti nell’individuazione del valore imponibile, il Comune ha approvato con D.G. 317 del 29 agosto 2012 i valori venali medi in comune commercio delle aree ubicate sul proprio territorio, come da tabella e guida alla tabella. (vedi microzone). Tali valori restano confermati anche per l’anno 2013.
Si applica l’aliquota ordinaria del 10.6 per mille

d) terreni agricoli

  • la prima rata IMU è stata abolita con D.L. 102/2013
  • la seconda rata è dovuta entro il 16/12/2013 con applicazione dell’ l’aliquota ordinaria del 10.6 per mille

La base imponibile dei terreni agricoli nell’imposta municipale propria è calcolata moltiplicando il reddito dominicale risultante in catasto, vigente al primo gennaio dell’anno di imposizione, rivalutato del 25%, per un moltiplicatore pari a 135, come segue: valore imponibile = reddito dominicale (desumibile dalla visura catastale) x 1,25 x 135
La seconda rata IMU per i terreni agricoli posseduti e condotti da coltivatori o imprenditori agricoli è stata abolita dal D.L. 133/2013.

e) beni merce, ossia fabbricati di qualsiasi tipologia costruiti e destinati dall’impresa costruttrice alla vendita fintanto che permanga tale destinazione e non siano in ogni caso locati

  • la prima rata è confermata con applicazione delle aliquote differenziate a fasce così come approvate con D.C. 27 dell’8 maggio 2013
  • non è dovuta la seconda rata
  • è necessaria la presentazione della dichiarazione ministeriale. Non è dovuto il rimborso di quanto già versato in sede di acconto.

       

Aliquote e detrazioni
(in vigore dal 1° gennaio 2013 e confermate per il pagamento del saldo) 

Testo approvato con Deliberazione di Consiglio Comunale n. 27 dell'8 maggio 2013

Tipologia aliquote
aliquota
Detrazione
Quota Comune
Quota Stato

 

Aliquota ordinaria
10.6 ‰
 
NO
10.6 ‰
 
NO
 
Unità immobiliare di proprietà dei genitori in cui risieda e dimori un figlio proprietario, a sua volta, dell’immobile nel quale risiedono e dimorano i genitori, purché entrambi non siano possessori di altre unità immobiliari nel Comune di Verona
 
4.6 ‰
 
 
NO
 
4.6 ‰
NO
Unità immobiliare  locata a canone agevolato (L. 431/98, art. 2, comma 3)
4.6 ‰
 
 
NO
 
4.6 ‰
NO
 
Unità immobiliare locata a canone agevolato (L. 431/98, art. 2, comma 3) mediante l’intervento della Fondazione Scaligera per la locazione
 
4.6 ‰
 
 
NO
 
4.6 ‰
NO
 
Unità immobiliare di proprietà di enti locali, come definiti all’art. 2, comma 1, del D. Lgs. 267/00, concessa a titolo gratuito ad organizzazioni non lucrative di utilità sociale 
4.6 ‰
 
NO
4.6 ‰
NO
1 unità immobiliare, esclusa l'abitazione principale, se posseduta
(vedi nota esplicativa)
7.6 ‰
 
NO
7.6 ‰
 
NO
Da 2 a 4 unità immobiliari, esclusa l'abitazione principale, se posseduta
(vedi nota esplicativa)
 
8.6 ‰
 
NO
8.6 ‰
NO
Da 5 unità immobiliari, esclusa l’abitazione principale, se posseduta
(vedi nota esplicativa)
10.6 ‰
 
NO
10.6 ‰
NO
 
Unità immobiliare appartenente alle categorie C1 (negozi e botteghe) e C3 (laboratori per arti e mestieri) utilizzata direttamente dal proprietario commerciante o artigiano
 
7.6 ‰
 
NO
 
7.6 ‰
 
NO
 
Unità immobiliare qualificata come “Bottega Storica” utilizzata direttamente dal proprietario commerciante o artigiano
 
6.6 ‰
 
NO
6.6 ‰
NO
 
Teatro/ cinematografo in attività
 
7.6 ‰
 
NO
NO
7.6 ‰
 
Unità immobiliare appartenente alla categoria D2
 
9.6 ‰
NO
2.0 ‰
7.6 ‰
 
Unità immobiliare appartenente alla categoria A10 (uffici), utilizzata direttamente dal proprietario commerciante o artigiano
 
8.6 ‰
 
NO
8.6 ‰
NO
Unità immobiliare appartenente alle categorie D1 (opifici), D7 (fabbricati industriali), D8 (fabbricati commerciali) utilizzata direttamente dal proprietario commerciante o artigiano
 
8.6 ‰
 
NO
1.0 ‰
7.6 ‰
Unità immobiliari di categoria catastale A/1, A/8 e A/9 utilizzate come abitazione principale e pertinenze
5.0 ‰
SI
Base € 200 + € 50 per figlio fino a max 8 figli
5.0 ‰
NO
 
Unità immobiliare adibita ad esercizio commerciale e artigianale, situata in zone precluse al traffico a causa dello svolgimento di lavori per la realizzazione di opere pubbliche, utilizzata direttamente dal proprietario commerciante o artigiano
 
3.8 ‰
 
NO
3.8 ‰
NO
 
Unità immobiliare di proprietà di Organizzazione non lucrativa di utilità sociale (ONLUS) purché il soggetto passivo dell’imposta, se diverso dall’utilizzatore, sia anch’esso ONLUS e abbia concesso l’immobile in comodato gratuito
 
3.8 ‰
 
NO
3.8 ‰
NO
Fabbricato rurale strumentale non appartenente a categoria D10
1.0 ‰
NO
1.0 ‰
NO
Fabbricato rurale strumentale appartenente a cat. D10
2.0 ‰
NO
NO
2.0 ‰

 

Tipologia aliquote
aliquota
Detrazione
Quota Comune
Quota Stato

ALIQUOTE DA UTILIZZARE PER IL PAGAMENTO A SALDO DEL’IMPOSTA IN BASE ALLE DISPOSIZIONI DEL D.L. 133/2013
SCADENZA PAGAMENTO 24/01/2014

 

  • unità immobiliare e pertinenze, esclusi i fabbricati classificati nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9:
    • adibita ad abitazione principale
    • adibita ad abitazione assegnata al coniuge in caso di separazione legale, scioglimento, annullamento o cessazione degli effetti civili del matrimonio
    • posseduta a titolo di proprietà o di usufrutto da cittadini italiani residenti all’estero, purché non locate, e a disposizione del proprietario
5.0 ‰
SI
Base € 200 + € 50 per figlio fino a max 8 figli
5.0 ‰
NO
Unità immobiliare appartenente alle cooperative edilizie a proprietà indivisa, adibita ad abitazione principale del socio assegnatario / Unità immobiliare di proprietà ATER / Unità immobiliare di proprietà AGEC assegnata con i criteri di edilizia residenziale pubblica
4.6 ‰
SI
Base € 200
4.6 ‰
NO

Tipologia aliquote
aliquota
Detrazione
Quota Comune
Quota Stato

ASSIMILAZIONE ALL’ABITAZIONE PRINCIPALE A DECORRERE DAL 1 LUGLIO 2013 PREVISTA PER LEGGE DALL’ART. 2, COMMA 5 DEL D.L. 102/2013
 
 

Unità immobiliare, adibita ad abitazione principale e pertinenze, posseduta dal personale in servizio permanente appartenente alle Forze Armate e alle Forze di Polizia ad ordinam. civile e da quello dipendente delle Forze di Polizia ad ordinam. militare nonché dal personale del Corpo dei VV.FF. e dal personale appartenente alla carriera prefettizia
5.0 ‰
SI
Base € 200 + € 50 per figlio fino a max 8 figli
5.0 ‰
NO

Tipologia aliquote
aliquota
Detrazione
Quota Comune
Quota Stato

ALIQUOTE PARI O INFERIORI ALL’ALIQUOTA BASE PREVISTA A LIVELLO STATALE PER LE QUALI NON E’ DOVUTO IL PAGAMENTO DI IMPOSTA (D.L. 133/2013)
 
 

Unità immobiliare posseduta a titolo di proprietà o di usufrutto da anziani o disabili ricoverati purché non locata, e a disposizione del proprietario
4.0 ‰
SI
Base € 200 + € 50 per figlio fino a max 8 figli
4.0 ‰
NO
Unità immobiliare adibita ad abitazione principale e pertinenze, di proprietà di un soggetto passivo se lo stesso o un suo familiare convivente sia invalido o portatore di handicap riconosciuto al 100%, o portatore di handicap con situazione riconosciuta di gravità, ai sensi della L. n. 104/92 o casi in cui nel nucleo familiare vi siano persone non autosufficienti riconosciute, quali le degenze per malattie terminali o patologie croniche, tipo patologia tumorale codice sanitario n. 048, con ISEE del nucleo familiare non superiore
3.0 ‰
SI
Base € 200
3.0 ‰
NO

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Condizioni per l'applicazione delle aliquote
Aliquota ordinaria - (aliquota 10.6 ‰): l’aliquota ordinaria si applica a tutti gli immobili soggetti ad imposta che non rientrano nei casi esposti successivamente (altri fabbricati, aree fabbricabili, terreni). 

Unità immobiliare di proprietà dei genitori in cui risieda e dimori un figlio proprietario, a sua volta, dell’immobile nel quale risiedono e dimorano i genitori, purché entrambi non siano possessori di altre unità immobiliari nel Comune di Verona- (aliquota 4.6 ‰).
Si tratta di un semplice scambio di immobili tra genitori e figli nel caso in cui i genitori (uno solo di essi o pro quota) proprietari di un immobile, lascino lo stesso a disposizione del figlio che lo adibisce a propria abitazione principale e loro stessi si trasferiscano (dimora abituale e residenza devono coincidere) in un immobile di proprietà (al 100% o pro quota) del figlio. E’ importante precisare che tutti i soggetti passivi coinvolti, genitori e figli, non devono possedere altri immobili da adibire ad abitazione (di categoria da A1 a A9 e relative pertinenze C2/C6/C7) nel Comune di Verona.
Nel caso in cui l’immobile occupato dai genitori sia di proprietà es. di due figli, solo il figlio che occupa l’immobile dei genitori potrà usufruire dell’aliquota agevolata, mentre l’altro figlio pagherà gli immobili di sua proprietà secondo le aliquote previste.
Per usufruire di tale aliquota è necessario presentare dichiarazione sostitutiva di atto notorio entro il 31/12/2013 qualora non presentata lo scorso anno o nel caso in cui siano variate le informazioni in precedenza fornite.

Unità immobiliare locate a canone agevolato (L. 431/98, art. 2, comma 3) - (aliquota 4.6 ‰).
Riguarda immobili locati con canone agevolato stipulati obbligatoriamente ai sensi dell’art. 2, comma 3, L. 431/98. Per il riconoscimento dell’aliquota agevolata è necessario che l’inquilino adibisca l’immobile locato a propria abitazione principale trasferendo in esso la propria residenza.
Per usufruire di tale aliquota è necessario presentare dichiarazione sostitutiva di atto notorio entro il 31/12/2013 qualora non presentata lo scorso anno o nel caso in cui siano variate le informazioni in precedenza fornite. Non occorre ripresentarla se si tratta di un contratto in vigore negli anni precedenti per il quale è già stata presentata dichiarazione sostitutiva ICI.

Unità immobiliare locata a canone agevolato (L. 431/98, art. 2, comma 3) mediante l’intervento della Fondazione Scaligera per la locazione. - (aliquota 4.6 ‰).
Si tratta di immobili locati a titolo di abitazione principale ai sensi dell’art. 2, comma 3, della L. 431/98, mediante l’intervento della Fondazione Scaligera per la Locazione ai sensi dell’art. 3 dello Statuto della Fondazione medesima nonché al Comune di Verona, in qualità di conduttore, nell’ambito del progetto “La casa in Comune” del Centro di Responsabilità Politiche della Casa, al fine di soddisfare le esigenze abitative di soggetti in stato di necessità. Per il riconoscimento dell’aliquota agevolata è necessario che l’inquilino adibisca l’immobile locato a propria abitazione principale, trasferendo in esso la propria residenza.
Per usufruire di tale aliquota è necessario presentare dichiarazione sostitutiva di atto notorio entro il 31/12/2013 qualora non presentata lo scorso anno o nel caso in cui siano variate le informazioni in precedenza fornite. Non occorre ripresentarla se si tratta di un contratto in vigore negli anni precedenti per il quale è già stata presentata dichiarazione sostitutiva ICI.

Unità immobiliare di proprietà di enti locali, come definiti all’art. 2, comma 1, del D. Lgs. 267/00, concessa a titolo gratuito ad organizzazioni non lucrative di utilità sociale.- (aliquota 4.6 ‰).
Per enti locali ai sensi della norma citata si intendono i comuni, le province, le città metropolitane, le comunità montane, le comunità isolane e le unioni di comuni.

* Aliquote differenziate a fasce, determinate a seconda del numero di unità immobiliari possedute:

  • 1  unità immobiliare, esclusa l’abitazione principale e relative pertinenze, se possedute
    Il contribuente che possiede 1 sola unità immobiliare censita catastalmente in una delle seguenti categorie catastali da A1 a A9 e C2/C6/C7, esclusa l'abitazione principale e relative pertinenze se possedute, applica su tale immobile l'aliquota pari al 7.6‰
     
  • da 2 a 4  unità immobiliari, esclusa l’abitazione principale e relative pertinenze, se possedute
    Il contribuente che possiede fino a 4 unità immobiliari censite catastalmente in una delle seguenti categorie catastali da A1 a A9 e C2/C6/C7, esclusa l'abitazione principale e relative pertinenze se possedute, applica su tutte le unità l'aliquota pari all'8.6‰. Tale aliquota si applica a TUTTE le unità immobiliari compresa la prima, in quanto si tratta di aliquota a fasce e non a scaglioni.
     
  • da 5  unità immobiliari, esclusa l’abitazione principale e relative pertinenze, se possedute 
    Il contribuente che possiede 5 e/o più unità immobiliari censite catastalmente in una delle seguenti categorie catastali da A1 a A9 e C2/C6/C7, esclusa l'abitazione principale e relative pertinenze se possedute, applica su tutte le unità l'aliquota pari al 10.6‰. Tale aliquota si applica su TUTTE le unità immobiliari compresa la prima, la seconda, la terza e la quarta in quanto si tratta di aliquota a fasce e non a scaglioni.

Sono applicabili esclusivamente ad immobili di categoria da A1 a A9 e C2/C6/C7.
Gli immobili interessati dall’applicazione dell’aliquota a fasce sono quelli situati nel Comune di Verona, pertanto non vanno conteggiati gli immobili posseduti e situati in altri Comuni.
Dal computo numerico del patrimonio immobiliare posseduto e situato nel Comune di Verona, va esclusa l’abitazione principale unitamente alle sue pertinenze, sia nel caso in cui sia situata nel Comune di Verona sia in altri Comuni.
Per applicare correttamente ogni scaglione si devono considerare e conteggiare, all'interno del patrimonio immobiliare posseduto, tutti gli immobili di cat. A (da A1 a A9) e C2, C6, C7 sui quali si possa vantare un diritto reale (proprietà, usufrutto, etc.) al 100% o per quota parte.
Gli immobili vanno conteggiati singolarmente: se si possiede, oltre all'abitazione principale, 1 appartamento (A2), un garage (C6) e una cantina (C2), gli immobili saranno 3 con applicazione dell’aliquota pari al 8.6 ‰;
se si possiede 1 appartamento (A2), un garage (C6), una cantina (C2) e un negozio (C1), negozio non condotto direttamente, saranno sempre 3 perché il C1 non rientra nel conteggio dello scaglione e al negozio si dovrà applicare l'aliquota ordinaria del 10,6 ‰.
Il conteggio può richiedere una ulteriore precisazione: qualora un soggetto passivo possieda 4 immobili, oltre l’abitazione principale, di cui due (es. A2 e C6) locati con contratto agevolato e usufruenti di aliquota ridotta, e due locati a canone libero, a questi ultimi due si dovrà applicare l’aliquota corrispondente a chi possiede fino a 4 immobili (8,6 per mille) in quanto tutti gli immobili posseduti di categoria da A1 a A9 e C2/C6/C7 concorrono a formare il patrimonio immobiliare al quale si applica l’aliquota scaglionata.
 

Unità immobiliare appartenente alle categorie C1 (negozi e botteghe) e C3 (laboratori per arti e mestieri) utilizzata direttamente dal proprietario commerciante o artigiano. (aliquota 7.6 ‰).
La condizione necessaria per applicare l’aliquota corrispondente a tale fattispecie è quella di essere proprietario e utilizzatore del bene.
Per usufruire di tale aliquota è necessario presentare dichiarazione sostitutiva di atto notorio entro il 31/12/2013 qualora non presentata lo scorso anno o nel caso in cui siano variate le informazioni in precedenza fornite.

Unità immobiliare qualificata come “Bottega Storica” utilizzata direttamente dal proprietario commerciante o artigiano. (aliquota 6.6 ‰)
La condizione necessaria per applicare l’aliquota corrispondente a tale fattispecie è quella di essere proprietario e utilizzatore del bene.
Per usufruire di tale aliquota è necessario presentare dichiarazione sostitutiva di atto notorio entro il 31/12/2013 qualora non presentata lo scorso anno o nel caso in cui siano variate le informazioni in precedenza fornite.

Teatri e cinematografi - (aliquota 7.6 ‰)
L’aliquota prevista è applicabile solo a teatri e cinematografi in attività. Trattandosi di immobili appartenenti a categoria catastale D3, l’imposta deve essere versata interamente alo Stato, utilizzando l’apposito codice tributo. Qualora il teatro/cinematografo in sia in attività, all’immobile dovrà essere applicata l’aliquota ordinaria del 10,6 per mille di cui 7,6 per mille quota spettante allo Stato e 3 per mille quota spettante al Comune. La suddivisione deve essere effettuata utilizzando gli specifici codici tributo.

Unità immobiliare appartenente alla categoria D2. (aliquota 9.6 ‰)
Appartengono a tale categoria gli alberghi, pensioni e residence (con fine di lucro) l’aliquota applicabile è pari al 9,6 per mille di cui 7,6 per mille quota spettante allo Stato e 2 per mille quota spettante al Comune. La suddivisione deve essere effettuata utilizzando gli specifici codici tributo.

Unità immobiliare appartenente alla categoria A10 (uffici), utilizzata direttamente dal proprietario commerciante o artigiano. (aliquota 8.6 ‰)
La condizione necessaria per applicare l’aliquota corrispondente a tale fattispecie è quella di essere proprietario e utilizzatore del bene. Per usufruire di tale aliquota è necessario presentare dichiarazione sostitutiva di atto notorio entro il 31/12/2013 qualora non presentata lo scorso anno o nel caso in cui siano variate le informazioni in precedenza fornite.

Unità immobiliare appartenente alle categorie D1 (opifici), D7 (fabbricati industriali), D8 (fabbricati commerciali) utilizzata direttamente dal proprietario commerciante o artigiano. (aliquota 8.6 ‰)
La condizione necessaria per applicare l’aliquota corrispondente a tale fattispecie è quella di essere proprietario e utilizzatore del bene. Per usufruire di tale aliquota è necessario presentare dichiarazione sostitutiva di atto notorio entro il 31/12/2013 qualora non presentata lo scorso anno o nel caso in cui siano variate le informazioni in precedenza fornite. La quota corrispondente all’aliquota pari al 7,6 per mille deve essere versata allo Stato, la differenza pari all’1 per mille, deve essere versata a favore del Comune. La suddivisione deve essere effettuata utilizzando gli specifici codici tributo.

Unità immobiliare adibita ad esercizio commerciale e artigianale, situata in zone precluse al traffico a causa dello svolgimento di lavori per la realizzazione di opere pubbliche, utilizzata direttamente dal proprietario commerciante o artigiano. - (aliquota 3.8 ‰)
Si tratta di prevedere un’aliquota ridotta per gli esercizi commerciali e artigianali, situati in zone precluse al traffico a causa dello svolgimento di lavori per la realizzazione di opere pubbliche che si protraggono per oltre 6 mesi, come stabilito dall’art. 1 c. 86 della L. 549/95. E’ condizione necessaria che vi sia identità tra possessore e utilizzatore.
Per usufruire di tale aliquota è necessario presentare dichiarazione sostitutiva di atto notorio entro il 31/12/2013 qualora non presentata lo scorso anno o nel caso in cui siano variate le informazioni in precedenza fornite.

Unità immobiliare di proprietà di Organizzazione non lucrativa di utilità sociale (ONLUS) purché il soggetto passivo dell’imposta, se diverso dall’utilizzatore, sia anch’esso ONLUS e abbia concesso l’immobile in comodato gratuito. (aliquota 3.8 ‰)
Proprietario e utilizzatore, sia lo stesso soggetto o siano diversi, devono essere Organizzazioni non lucrative di utilità sociale (ONLUS).
Per usufruire di tale aliquota è necessario presentare dichiarazione sostitutiva di atto notorio entro il 31/12/2013 qualora non presentata lo scorso anno o nel caso in cui siano variate le informazioni in precedenza fornite.

Fabbricato rurale strumentale non appartenente a categoria D 10. (aliquota 1.0 ‰)
L’aliquota si applica alle unità immobiliari che hanno i requisiti di ruralità strumentale ai sensi dell’art. 9, comma 3 bis, del D.L. 557/93, che dalla visura catastale, risultano rurali strumentali e di proprietà di coltivatore diretto o imprenditore agricolo. La rata di acconto è stata sospesa e successivamente abolita. L’importo relativo alla rata di saldo deve essere versato interamente al Comune.

Fabbricato rurale strumentale appartenente a categoria D 10. (aliquota 2.0 ‰)
L’aliquota si applica alle unità immobiliari che hanno i requisiti di ruralità strumentale ai sensi dell’art. 9, comma 3 bis, del D.L. 557/93. La rata di acconto è stata sospesa e successivamente abolita. L’importo relativo alla rata di saldo deve essere versato interamente allo Stato.
 

Abitazione principale, pertinenze a fattispecie assimilate
Scadenza pagamento: 16 gennaio 2014
Aliquote da utilizzare per il pagamento a saldo dell’imposta in base alle disposizioni del D.L. 133/2013 - sono escluse dal D.L. citato le unita’ immobiliari di cat. A/1, A/8, A/9 e pertinenze per le quali resta invariato il pagamento a saldo il 16/12/2013 con le aliquote previste.

Aliquota per l’abitazione principale e pertinenze - (aliquota 5.0 ‰)
Tale aliquota si applica alle seguenti casistiche: 

  1. abitazione principale (art. 13, comma 2, D.L. 201/2011): ai fini dell’imposta municipale propria è abitazione principale l’immobile iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare: nel caso in cui più unità immobiliari siano utilizzate contemporaneamente come abitazione principale, solamente una a scelta del contribuente potrà considerarsi, ai fini del tributo, abitazione principale. Nell’immobile il possessore e il suo nucleo familiare devono avere contemporaneamente la dimora abituale e la residenza anagrafica. La normativa vigente vieta di ritenere abitazione principale l’unità immobiliare in cui si dimora abitualmente ma nella quale non si ha la residenza anagrafica.
    Nel caso in cui i componenti del nucleo familiare abbiano stabilito la dimora abituale e la residenza anagrafica in immobili diversi, le agevolazioni per l’abitazione principale e per le relative pertinenze in relazione al nucleo familiare si applicano ad un solo immobile.
    Nel caso in cui gli immobili destinati ad abitazione principale siano ubicati in comuni diversi per effettive necessità di dover trasferire la residenza anagrafica e la dimora abituale in altro comune da parte di un componente del nucleo famigliare (ad es. per esigenze lavorative documentabili) entrambi gli immobili possono essere considerati abitazione principale dei proprietari ivi residenti (v. Circolare n. 3/DF del 18 maggio 2012)
  2. pertinenze dell’abitazione principale (art. 13, comma 2, D.L. 201/2011): sono pertinenze dell’abitazione principale le unità immobiliari destinate in modo durevole a servizio o ornamento dell’abitazione principale (art. 817 c.c.) a condizione che: siano classificate nelle categorie catastali C2, C6 o C7; e che si tratti di 1 unità pertinenziale per ciascuna categoria, anche se iscritte in catasto unitamente all’unità ad uso abitativo.
    Nel conto delle pertinenze associabili vanno quindi considerate anche le unità non accatastate in modo autonomo come nel caso delle cantine (C2) accatastate con l’immobile adibito ad abitazione principale.
    Pertanto, ad esempio, un contribuente che possiede 1 abitazione, in cui non sono incluse unità pertinenziali, e 3 unità immobiliari classificate nella categoria catastale C6, pur se tutte destinate a servizio dell’abitazione, potrà considerarne pertinenza, ai fini dell’imposta municipale, solamente una. Le altre due dovranno scontare l’imposta con l’aliquota differenziata di cui alla lett. I).
    Analogamente, un contribuente che possiede la sola abitazione principale, in cui non sono incluse unità pertinenziali, due garage distintamente accatastati nella categoria C6, un locale di deposito, accatastato in categoria C2 ed una soffitta, accatastata nella categoria C2, potrà considerare pertinenza solamente uno dei due garage ed il locale di deposito o in alternativa a questo, la soffitta.
    Spetterà al contribuente individuare quale unità pertinenziale potrà beneficiare delle agevolazioni previste per l’abitazione principale
    Se, invece, l’abitazione include al suo interno, ad esempio, una cantina accatastata unitamente all’abitazione medesima, il contribuente non può considerare pertinenza, ai fini dell’imposta, un’altra eventuale pertinenza accatastata separatamente nella categoria C2, alla quale dovrà applicare pertanto l’aliquota prevista per gli altri fabbricati.
    Si evidenzia che, in ogni caso, affinché le unità immobiliari possano essere considerate pertinenza dell’abitazione principale devono sussistere tutti i requisiti previsti dall’art. 817 del codice civile. Pertanto, ad esempio, anche se il contribuente possiede l’abitazione principale ed un garage, distintamente accatastato, se quest’ultimo non è utilizzato al servizio dell’abitazione (perché, ad esempio, locato o concesso in comodato a terzi), non potrà beneficiare dell’aliquota ridotta prevista per l’abitazione principale
  3. unità immobiliare e pertinenze assegnate al coniuge in caso di separazione legale, scioglimento, annullamento o cessazione degli effetti civili del matrimonio (art. 4, comma 5-quinquies, D.L. 16/2012). In tale caso l’imposta è dovuta per intero dal coniuge assegnatario anche se non intestatario al 100% dell’abitazione, il quale, quindi, se residente anagraficamente e dimorante abitualmente nella stessa, potrà beneficiare dell’applicazione dell’aliquota agevolata e della detrazione (e relativa maggiorazione per figli conviventi, se spettante)
  4. unità immobiliare e pertinenze adibiti ad abitazione principale posseduti dai cittadini residenti all’estero purché non locati
    Aliquota applicabile all’immobile posseduto dal cittadini italiano residente all’estero purché non locato e a disposizione del proprietario.
    La maggiorazione della detrazione spetta anche in questo caso in quanto si tratta di fattispecie assimilata all’abitazione principale, rientrante pertanto nella previsione del comma 10 dell’art. 13 del D.L. 201/2011

Unità immobiliare appartenente alle cooperative edilizie a proprietà indivisa, adibita ad abitazione principale del socio assegnatario / Unità immobiliare di proprietà ATER / Unità immobiliare di proprietà AGEC assegnata con i criteri di edilizia residenziale pubblica. - (aliquota 4.6 ‰)
Si tratta di un’aliquota applicabile alle singole unità immobiliari che sono assegnate ai soci delle cooperative a proprietà indivisa in godimento, agli immobili di proprietà dell’ATER nonché alle unità immobiliari assegnate con criteri di edilizia residenziale pubblica. A queste tipologie si applica la detrazione “base” di € 200,00.

Assimilazione ad abitazione principale introdotta dal D.L. 102/2013
Unità immobiliare, adibita ad abitazione principale e relative pertinenze, posseduta dal personale in servizio permanente appartenente alle Forze Armate e alle Forze di Polizia ad ordinamento civile e da quello dipendente delle Forze di Polizia ad ordinamento militare nonché dal personale del Corpo dei Vigili del Fuoco e dal personale appartenente alla carriera prefettizia. (aliquota 5.0 ‰).
Sono Forze di polizia ad ordinamento civile la Polizia di Stato, la Polizia penitenziaria, il Corpo forestale dello Stato. Per Forze di polizia ad ordinamento militare si intendono, l’Arma dei Carabinieri e la Guardia di Finanza. L’agevolazione spetta anche ai dipendenti di Organi interforze quali la Direzione Investigativa Antimafia (DIA) e la Direzione Centrale per i Servizi Antidroga. Si ritiene che l’agevolazione NON spetti alla Polizia Municipale: ai sensi di quanto disposto dalla Legge-quadro sull'ordinamento della polizia municipale (n. 62/86) L'immobile deve essere UNO per nucleo familiare e su tutto il territorio nazionale. NON si applica ad unità immobiliari A1, A8, A9

  • L’assimilazione decorre dal 1° luglio 2013
  • NON è dovuto il rimborso di quanto già versato in sede di acconto
  • E’ necessaria la presentazione della dichiarazione ministeriale

Aliquote pari o inferiori all'aliquota base prevista a livello statale per le quali non è dovuto il pagamento di imposta previsto dal D.L. 133/2013

  • unità immobiliare posseduta a titolo di proprietà o di usufrutto da anziani o disabili ricoverati purché non locata, e a disposizione del proprietario
  • unità immobiliare adibita ad abitazione principale e relative pertinenze, di proprietà di un soggetto passivo nel caso in cui lo stesso o un suo familiare convivente sia invalido o portatore di handicap riconosciuto al 100%, oppure portatore di handicap con situazione riconosciuta di gravità, ai sensi della Legge 5.2.1992, n. 104 o casi in cui nel nucleo familiare vi siano persone non autosufficienti riconosciute, quali le degenze per malattie terminali o patologie croniche, tipo patologia tumorale codice sanitario n. 048, con ISEE del nucleo familiare non superiore a € 20.000,00
     

Detrazione per l’abitazione principale (art. 13, comma 10, D.L. 201/2011)
All’unità immobiliare destinata dal contribuente ad abitazione principale, cioè quella di dimora abituale e residenza anagrafica del medesimo e del suo nucleo familiare, spetta una detrazione dall’imposta dovuta sulla medesima e sulle pertinenze, determinata come segue: detrazione base pari a € 200; detrazione maggiorata di € 50, per ogni figlio di età non superiore a 26 anni (fino al compimento del 26° anno), purché dimorante abitualmente e residente anagraficamente, anche se non fiscalmente a carico, nell’unità immobiliare adibita ad abitazione principale, nel limite massimo di € 400. Pertanto la detrazione complessiva massima spettante a un nucleo con 8 figli, è pari a € 600.

La detrazione e la relativa maggiorazione:

  • spettano fino a concorrenza dell’ammontare dell’imposta dovuta sull’abitazione principale e sulle pertinenze
  • vanno rapportate al periodo dell’anno durante il quale si protrae la destinazione ad abitazione principale o sussistono le condizioni che ne danno diritto. Il numero dei mesi dovrà determinarsi considerando per intero il mese in cui il requisito (dimora e residenza del figlio di età inferiore a 26 anni) si sia verificato per almeno 15 giorni (es: se il figlio è nato il giorno 16, il mese si considera per intero; se il 26° compleanno cade il giorno 14, il mese non si considera)

Devono essere suddivise:

  • la detrazione di € 200 in parti uguali tra i soggetti passivi per i quali l’unità immobiliare è adibita a abitazione principale
  • l’eventuale maggiorazione di € 50 per ogni figlio avente i requisiti sopra indicati deve suddividersi in parti uguali tra i contitolari dimoranti e residenti anagraficamente per i quali si verificano le condizioni sopra richieste, cioè aventi un figlio residente anagraficamente e dimorante abitualmente nell’unità immobiliare adibita ad abitazione principale dei possessori

La detrazione con l’eventuale maggiorazione per figlio spetta anche:

  • in caso di separazione legale, o annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, per l’unità immobiliare assegnata al coniuge, dimorante e residente nella stessa, il medesimo è tenuto per intero al pagamento dell’imposta anche se non intestatario al 100% dell’abitazione
  • per l’unità immobiliare posseduta a titolo di proprietà o usufrutto da anziani o disabili che acquisiscono la residenza in istituti di ricovero o sanitari a seguito di ricovero permanente, a condizione che risulti non locata.

La detrazione base senza maggiorazione per figlio spetta anche:

  • alle unità immobiliari assegnate ai soci delle cooperative edilizie a proprietà indivisa, residenti nelle stesse
  • alle unità immobiliari di proprietà ATER
  • alle unità immobiliari di proprietà AGEC assegnate con i criteri di edilizia residenziale pubblica

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Ravvedimento
In caso di omesso, parziale o tardivo pagamento del tributo del tributo si può evitare l'applicazione della sanzione "ordinaria", pari al 30% dell’importo, se si regolarizza spontaneamente la violazione commessa, a condizione che la violazione stessa non sia stata già constatata e comunque non siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di accertamento delle quali l'autore o i soggetti solidamente obbligati abbiano avuto formale conoscenza (art. 13 del D.Lgs 472/97 e successive modificazioni). In tal caso, la sanzione "ordinaria" è ridotta allo 0,2% giornaliero dell’importo dovuto, se il versamento è eseguito entro 15 giorni dalla scadenza; al 3% dell’importo dovuto (1/10 dell'ordinario 30%), se il versamento è eseguito entro il termine di 30 giorni dalla scadenza; al 3,75% dell’importo dovuto (1/8 dell'ordinario 30%), se il versamento è effettuato entro un anno dalla violazione.
Il versamento della sanzione "ridotta" deve essere eseguito contestualmente alla regolarizzazione del pagamento del tributo o della differenza, se dovuti, nonché a quello degli interessi moratori calcolati al tasso legale (dal 01/01/2014 all'1%), con maturazione giorno per giorno (quindi con l'applicazione degli interessi per ogni giorno di ritardo dalla scadenza fino al giorno di pagamento compreso). Il versamento della somma dovuta (tributo+sanzione+interessi) va eseguito mediante modello F24, barrando la casella “ravvedimento”. Le sanzioni e gli interessi sono versati unitamente al tributo dovuto, impiegando il medesimo codice tributo dell’imposta.
Il contribuente può presentare all’ufficio tributi la comunicazione dell'avvenuta applicazione del ravvedimento, allegando copia del modello F24 utilizzato per il pagamento.

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Dichiarazione IMU
La dichiarazione IMU deve essere presentata entro il 30 giugno dell’anno successivo dalla data in cui il possesso degli immobili ha avuto inizio o sono intervenute variazioni rilevanti ai fini della determinazione dell'imposta.
La dichiarazione ha effetto anche per gli anni successivi sempre che non si verifichino modificazioni dei dati ed elementi dichiarati cui consegua un diverso ammontare dell'imposta dovuta. Le dichiarazioni già presentare ai fini dell’imposta Comunale per gli immobili (ICI) valgono anche per l'IMU. E’ confermata la normativa che esenta dall'obbligo dichiarativo le compravendite registrate in atti notarili. (art 13, comma 12 ter, del D.L. 201/2011, convertito con la L. 214/2011).

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Aggiornato al 25 febbraio 2014



Informazioni e contatti:

Settore Tributi Accertamento Riscossioni
Via Adigetto 10 - 37121 Verona
tel. 045 8079582 - 8077654
imurisponde@comune.verona.it (da utilizzare esclusivamente per richiedere informazioni) 

Le dichiarazioni sostitutive di atto notorio, le dichiarazioni ministeriali IMU, le richieste di rimborso ed ogni altra documentazione devono essere inviate all'indirizzo di posta certificata: protocollo.informatico@pec.comune.verona.it



Scadenze:
17/06/2013  - versamento prima rata
16/12/2013  - versamento saldo
24/01/2014  - versamento saldo 'mini-imu'



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